Alfa Romeo Alfasud
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Un ingegnere britannico, appassionato alfista, non solo ha restaurato un’Alfasud del 1977 ma l’ha anche fatta diventare elettrica.

Parliamo quindi di un’Alfasud elettrica “fatta in casa”, un’evoluzione della vettura che fu disegnata da Giorgetto Giugiaro e realizzata a Pomigliano d’Arco, la cui alba dell’avventura partì al salone di Torino nel 1971.

In attesa della prima Alfa Romeo elettrica, in arrivo nel 2024, una storica del Biscione, che compie quest’anno 50 anni, rivive con un cuore a batteria. L’idea, in questo caso, non arriva dall’Italia, ma dall’Inghilterra, dove Sean Fosberry, un ingegnere aerospaziale, ha realizzato da solo la conversione elettrica della sua vecchia hatchback del 1977.

Alfasud elettrica, una storia partita nel 1994

Tramite Twitter, Fosberry racconta che la sua Alfasud è stata parzialmente restaurata la prima volta nel 1994. Quattro anni dopo, poi, è stato necessario un nuovo intervento, che ha previsto il rifacimento della scocca e la sostituzione delle lamiere rovinate dalla corrosione; un problema che, secondo l’ingegnere britannico, è stato causato dall’utilizzo di acciaio di scarsa qualità durante la costruzione, materiale acquistato all’epoca in Unione Sovietica.

Una volta rimosse tutte le parti meccaniche, l’ingegnere britannico ha notato che il vano motore era abbastanza capiente da alloggiare un propulsore elettrico: da qui l’idea di rendere la sua Alfa Romeo Alfasud una vettura a zero emissioni.

Sono serviti ben 18 mesi di lavoro per trasformare la storica auto in elettrica; nel dettaglio il motore boxer è stato sostituito con un’unità elettrica Hyper 9 di NetGain, con circa 148 CV (il suo ultimo motore a benzina ne contava 105) e 200 Nm di coppia (+67 Nm).

Il propulsore elettrico è alimentato da un pacco batterie da 24 kWh derivato dalla Nissan Leaf di prima generazione che, attraverso un caricatore Elcon TC da 6,6 kW, si ricarica totalmente in circa tre ore. La trasmissione è quella di un’Alfa 33 4×4 del 1994, il che la rende un’elettrica integrale, e l’autonomia dichiarata è di circa 100 chilometri. Costo totale, circa 12mila euro.

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